Alta Burasca 2’633m

Lavoro, lavoro, lavoro e ancora lavoro.
Finalmente, dopo quasi due settimane di assenza dalle montagne, siamo riusciti a concordare un giorno nella quale raggiungere le nostre belle cime.

Optiamo per una domenica nella quale la meteo prevedeva una splendida e soleggiata giornata di settembre.

Ecco per voi la cartina con il percorso intrapreso da noi, cliccate qui.

Partenza: Pradiron Sora, Pian San Giacomo, Mesolcina, Grigioni, Svizzera,

Arrivo: Alta Burasca, Mesolcina, Grigioni, Svizzera.

Itinerario da seguire:
➢ Pradiron Sora 1’488m ➢ Cima de la Duleira 2’070m ➢ Quota 2’300m ➢ Alta Burasca 2’633m ➢ e ritorno percorrendo lo stesso sentiero.

Fino alla Cima de la Duleira seguiamo il sentiero segnato bianco rosso bianco, da li, abbandoniamo il tracciato e seguiamo la Cima dell’Alta Burasca superando i cespugli di mirtilli.

Durata: 3h la salita. Circa 5h30 il giro completo.

Difficoltà: T3.

Dislivello: 1’145m.

Lunghezza: 8.6km.


Dopo aver fatico un po’ a trovare un posto dove poter lasciare l’auto, decidiamo (essendo domenica) di non dare retta ad un cartello di “accesso consentito solo a chi ha un permesso” di superare alcuni monti e giungere fino alla fine della strada dove é presente questo vasto prato.

Ci inoltriamo nel fitto bosco di larici e seguiamo il sentiero che parte con una bella pendenza.
La meteo ci aveva fregato, doveva essere una bella giornata soleggiata mentre invece é grigia e nebbiosa.

Usciamo dal bosco e continuiamo, superando verdi prati bagnati dalla rugiada.

Sempre salendo, raggiungiamo una pianura dove era presente un’unica casa di sasso rimasta intatta, vicino erano presenti un paio di ruderi sommersi dalla vegetazione.

Ad un certo punto la nebbia si apre un pochino per permetterci la visuale della diga di San Bernardino.

Ma non dura tanto, infatti, pochi secondi e la nebbia si é richiusa, permettendo di vedere solo dal nostro naso a un paio di metri di fronte a noi.

Finalmente ora la nebbia sparisce e le cime delle montagne sono belle nitide di fronte a noi.

Ora riusciamo a vedere bene la nostra destinazione.
A questo punto abbandoniamo il sentiero e seguiamo la direzione della nostra meta di oggi.
Purtroppo per questa cima non vi é una segnaletica completa. Però non é nulla di complicato, come scritto sopra, basta attraversare i cespugli di mirtilli e seguire la cima.

Ora che il cielo era sereno, dietro di noi la vista si affacciava su San Bernardino e la sua diga.
Limpido, pulito e spettacolare.

img_2437

Salendo, attraversiamo una vasta conca (che un tempo doveva sicuramente essere un ghiacciaio) sommersa di sassi (evidentemente staccatosi dalle cime delle montagne) e un po’ a quattro zampe e un po’ camminando normalmente raggiungiamo la bocchetta che si trova tra l’Alta Burasca e il Piz de Trescolmen.

Affacciandoci lato Calanca intravediamo un gruppetto di 5 stambecchi che avendoci sentito sono scappati.
Finalmente un’escursione in cui intravediamo diversi animali!

Infatti, sopra le nostre teste, volava tranquilla una bellissima Poiana.

Abbassando lo sguardo, ai piedi del Piz de Trescolmen notiamo con grande piacere il lago di Trescolmen, lago già visitato mesi fa nell’escursione “Lagh de Trescolmen” articolo che potete trovare nel Menu sotto la voce Grigioni e Valle Calanca.

Il lago, con il suo colore turchese e dalla forma sempre differente, luccicava sotto i raggi del sole.

Che fortuna! Siamo riusciti a scattare delle foto al lago senza un filo di nebbia, ma non per molto, infatti, pochi minuti e la nebbia aveva ricoperto qualsiasi cosa.

Sotto di noi, lato Mesolcina, ora appariva solo un fitto mare di nebbia.

Decidiamo di fermarci qui, ai piedi del Piz de Trescolmen e di pranzare, successivamente avremmo proseguito per l’Alta Burasca.
Non mancava più molto!

Terminato il nostro pranzo, indossiamo nuovamente lo zaino e percorriamo gli ultimi metri di dislivello che ci mancavano per raggiungere la cima.

In un battibaleno siamo su, ma non vediamo nulla..
La nebbia era così fitta, si vedeva a stento il cielo.

Di tanto in tanto le nuvole ci davano la possibilità di vedere qualcosina in più.
Infatti, abbiamo immortalato il Rifugio Pian Grand! Che fortuna!
Molto bello e molto particolare con il tetto così ampio e così appuntito!

Scattiamo ancora qualche foto del bellissimo e unico scenario che ci trovavamo di fronte e poi decidiamo di tornare giù.
I giorni cominciavano ad accorciarsi ed il sole stava già calando.

Ripercorriamo lo stesso sentiero che abbiamo fatto in mattinata e piano piano la nebbia diventava meno fitta fino a scomparire del tutto.

Ora il piccolo villaggio di San Bernardino e tutto il paesaggio circostante era bello limpido e ben visibile, così cogliamo l’occasione per scattare tante foto!

Bellissima escursione e per nulla complicata in zona Mesolcina.

Bisogna solo stare attenti a trovare il giorno giusto , senza nebbia e in cui non cadano frane, noi per questo abbiamo avuto un po’ di sfortuna.

Per il resto, molto bella e ricca di bellissimi paesaggi.

Graubünden on Tour.

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