Monte Matro

Rieccoci prodi esploratori!

Oggi vi parlo del Monte Matro.
Volevo così tanto andare su questo monte perché mi ispirava tantissimo la visuale che tutti dicono di aver visto della famosa montagna che separa la Valle Leventina dalla Valle di Blenio.

Ebbene si! Un altro flop! Un’altra passeggiata fatta solo per vedere gli alberi circostanti! (>_<).
Anche in questa escursione ci siamo beccati la fitta nebbia purtroppo, però voglio comunque parlarvene!


Ecco per voi la cartina con il percorso, cliccate qui.

Partenza: Alpe di Gardosa, Bellinzonese, Ticino, Svizzera.

In auto: Si segue l’autostrada A2 in direzione del Gottardo, si prende l’uscita di Biasca, si segue Loderio, poi Semione e poi svoltare a sinistra e seguire la strada fino alla fine dove ci sarà l’Alpe di Gardosa.

Con i mezzi pubblici: Utilizzare il treno S20 fino a Biasca, poi in stazione ci saranno i Bus numero 132 in direzione di Motto-Ludiano.

Itinerario:
➳ Alpe di Gardosa 1’322m ➳ Sgiumell 1’384m ➳ Monti di Püscett 1’509m ➳ Cavà 1’528m  Sosto 1’553m Capanna Pian d’Alpe 1’764m ➳ Forcarella 2’020m ➳ Matro 2’172m ➳ e ritorno seguendo lo stesso sentiero

Arrivo: Matro, Bellinzonese, Ticino, Svizzera.

Durata: 5h in totale.

Difficoltà: T2. Sentiero sempre ben segnalato e visibile.

Dislivello: 850m.

Lunghezza: 8 km.


Si lascia la macchina al termine della strada in località Alpe di Gardosa.
Noi abbiamo trovato la strada sbarrata a causa dei lavori, quindi abbiamo dovuto posteggiare poco prima e percorrere il tratto a piedi (con conseguente prolungamento di 15′), ma voi proseguite fino alla fine della stradina e giungerete a questo punto.

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Il percorso iniza dolcemente in mezzo ai boschi di Abeti e Larici.

La differenza di colore tra i due creava davvero un bel contrasto se messi vicini!

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Sempre salendo dolcemente, poco dopo giungiamo ai Monti di Püscett dove sono presenti moltissime cascine.

Tutto era avvolto dal silenzio, la nebbia avvolgeva ogni cosa e rendeva tutto quasi spaventoso… sembrava di essere in uno di quei film dell’orrore.

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Di seguito, se vi può interessare, ci sono un po’ di cartelli con le indicazioni di altre possibili escursioni nelle vicinanze.

Superiamo i Monti di Püscett e un po’ sparse ovunque erano presenti tante altre cascine.

Lo scenario che circondava queste casette rendeva tutto stupendo.
Ti invogliava a fare tantissime foto, e infatti così é stato per me.
Sono arrivata a casa con 200 foto, pensate quanto é stata dura fare pulizia e tenere le più belle!

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Proseguiamo sempre sul sentiero pianeggiante e avvolti dalla nebbia in direzione della Capanna Pian d’Alpe.

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Sul sentiero troviamo questo corno di cervo, cosa molto apprezzata dal mio cane visto che, se fosse stato per lui, avremmo proseguito il cammino da soli, e intanto lui avrebbe pappato tutto il corno >_<

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Lasciamo il corno dove lo avevamo trovato e continuiamo la salita.

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Finalmente giungiamo alla Capanna Pian d’Alpe!
Avvolta nella nebbia la Capanna é abbastanza lugubre… ma noi decidiamo di entrare.

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La chiave era appesa accanto alla porta, entriamo, e facciamo pranzo al calduccio.

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Finito di mangiare, riprendiamo il cammino in direzione di Sobrio (come potete vedere nel cartello qui sopra).

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Raggiunto lo spartiacque, ci dirigiamo verso la prossima meta, la Forcarella.

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Questo é un piccolo stagnetto ghiacciato che abbiamo trovato sul percorso.
Mi piaceva tanto il mix di colori presenti in questa stagione, e il contrasto che creavano tra di loro era stupendo (verde, giallo, azzurro, bianco, violetto).

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Qui troviamo, lo stesso fenomeno chiamato Galaverna come quando siamo andati sul Camoghè.

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Di seguito, le chiappette del mio Shiba che percorrono l’ultima parte di percorso per giungere finalmente sul Matro.

Questa parte era abbastanza ripida, per cui escursionisti massima attenzione!

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Un ultimo tratto ripido, dopo due ore e quarantacinque di camminata avvolti dalla nebbia, ci porta finalmente sul Matro.

La visuale era la seguente, nebbia, nebbia e ancora nebbia.
Non si vedeva assolutamente null’altro.

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Siamo rimasti sulla cima per una ventina di minuti senza però nessun miglioramento.
Ogni tanto si vedevano dei pezzi di cielo, poi venivano subito ricoperti dalle nuvole.

Così abbiamo deciso che era ora di tornare a casa.

Quando siamo giunti all’Alpe di Gardosa, ci siamo voltati, e la vista del Matro era nitida e stupenda, ma soprattutto senza neanche una nuvola.
Una luce fortissima avvolgeva tutto, il Matro con la sua antenna era visibile addirittura da qui in basso.
Anche questa volta abbiamo avuto sfortuna col tempo. Però la passeggiata é stata veramente stupenda.
Andare a spasso con questo clima é differente dalle solite passeggiate.

Alla prossima esploratori!

Anche se a volte vi capitano le giornate così, che il tempo non é dalla vostra parte, non scoraggiatevi e continuate le vostre gite!

Graubünden on Tour.

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