Camoghè

Buondì escursionisti!

Ed ora vi presento… la mitica risalita sul Pizzo Camoghé!

Noi, personalmente abbiamo avuto una sfortuna assurda… siamo giunti all’Alpe Serdena in auto con la nebbia, quindi arrivati sulla Cima non riuscivamo a vedere a un metro di distanza dal nostro naso, e poi siamo tornati all’Alpe di Serdena e la vista che c’era era spaventosa, neanche un filo di nebbia in giro e cielo azzurro come i fiori “non ti scordar di me”.

Insomma, oltre che il sentiero (e la nebbia) non abbiamo visto altro! >_<


Ecco per voi la cartina con il percorso, cliccate qui.

Partenza: Alpe Serdena, Sottoceneri, Ticino, Svizzera.

In auto: In autostrada fino a Rivera, prendere poi la cantonale e seguire poi le indicazioni per Isone. Prima di giungere al bivio per Alpe del Tiglio prendere la stradina a destra che costeggia il torrente seguire poi i grandi torrenti superando i vari cancelli fino a giungere al grande parcheggio “fontana” situato all’Alpe di Serdena.

Purtroppo con i mezzi pubblici non é possibile arrivare fino all’Alpe di Serdena.

Itinerario:

– Alpe Serdena 1’447m – Corte Lagoni 1’880m – bocchetta di Revolte 1’978m – Pizzo Camoghè 2’228m –

Arrivo: Pizzo Camoghé, Sottocenerci, Ticino, Svizzera.

Durata: 5h in totale. Sentiero ben marcato e per nulla difficoltoso.

Difficoltà: T2.

Dislivello: 789 m.

Lunghezza: circa 6 km.


Ed eccoci alla partenza di questa risalita per il Pizzo Camoghé. La mitica ed introvabile Alpe di Serdena, é piuttosto complicato trovare la stradina che porta qui, questo perché hanno messo un sacco di cancelli e recinti in quanto é zona militare, quindi se siete interessati ad intraprendere durante la settimana questa escursione informatevi se i militari non devono fare esercitazioni. (Nel fine settimana non ci sono problemi perché non ci sono!)

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La prima parte di sentiero incomincia così, tanta nebbia intorno a noi, abbiamo persino fatto fatica a trovare il segno bianco-rosso-bianco del sentiero, tanto era fitta.

Solo dopo un buon quarto d’ora riusciamo a trovare il primo masso segnato del sentiero.

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Superiamo questo fitto strato di nebbia e giungiamo sul sentiero che costeggia il torrente Serdena. Qui il tempo sembra si sia aperto un pochino, ma fa solo finta, perché pochi minuti dopo torna la nebbia a nascondere tutto.

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La meteo di oggi era veramente strana! Era molto umido e freddo, infatti le punte dei capelli diventavano tutte bianche!

Ma l’effetto ancora più particolare era la brina presente sugli alberi e sulle piante che assomigliava a tante spine!

Questo strano effetto si chiama Galaverna.

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Guardate la natura ragazzi! Anche in queste condizioni climatiche (-6°) é in grado di far crescere dei fiori di un colore stupendo! Che meraviglia!

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Dopo una buona mezz’ora di camminata giungiamo alla Corte dei Lagoni dove il sentiero si divide in due strade:

A destra:
Colla (2h)
⇨ Capanna Monte Bar (2h20)
⇨ Gazzirola (1h30)

⇨ Capanna San Lucio (2h50)

A sinistra:
Bocchetta di Revolte (30 min)
⇨ Camoghè (1h10)
⇨ Isone (5h)

Quindi continuiamo a sinistra, ci mancava solo un’ora e dieci minuti di cammino.

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Il tempo é brutto, nuvoloso e grigio. Continuiamo ancora per una buona mezz’ora e giungiamo alla Bocchetta di Revolte.

Se il tempo fosse stato bello, la vista che avremmo avuto da qui sarebbe stata spettacolare…

La nebbia non accennava ad andarsene e quindi abbiamo proseguito il cammino.

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Con la nebbia era più faticoso e la risalita sembrava non finire mai.

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Poi, dopo due ore e mezza, giungiamo finalmente al mitico Camoghè.

Eccolo! Il Pizzo Camoghè in mezzo al gelo totale!

Abbiamo fatto in fretta a fare le foto e a tornare indietro, uno perché la nebbia nascondeva tutta la visuale e due perché si gelava!

Era così freddo tanto che le mani iniziavano a fare malissimo pur indossando i guanti!

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A questo punto si torna indietro, si fa pranzo in fretta e furia in un luogo un po’ riparato dal vento e poi sempre velocemente torniamo verso l’Alpe di Serdena.

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Giunti alla Corte dei Lagoni la nebbia stava iniziando a diradarsi.

La vista ora era uno spettacolo.

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Il ritorno ora si che era degno di essere fotografato, ogni luogo, ogni angolo e ogni cespuglio ora aveva un’altra visuale.

Il paesaggio era uno spettacolo, e la luce che filtrava dalle poche nuvole rimaste nel cielo regalavano un gioco di colori straordinario.

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Anche le passeggiate con queste condizioni climatiche regalano sempre delle belle emozioni.

Andare su senza praticamente vedere nulla attorno a noi e poi tornare giù con la visuale completa di tutto ciò che ci accerchia regala una maggiore sensazione di quanto la natura sia fantastica.

Con queste esperienze puoi capire quanto bisogna stare attenti in montagna, ma quanto anche la montagna ti regala sensazioni uniche.

Continuate ad esplorare!

A presto, alla prossima passeggiata!

Graubünden on Tour.

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